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LA BIBLIOTECA CINESE

  • falcone200l
  • 11 apr 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 3 mag 2020

In questa rubrica, vi consiglieremo libri che possono ispirare la vostra lettura.


Oggi andiamo a scoprire:

LA TRILOGIA DEI RE

La trilogia dei re è un’opera scritta da Zhong Acheng (锺阿城), scrittore Pechinese, e composta da tre racconti: Il re degli alberi(树王), Il re dei bambini (孩子王), Il re degli scacchi (棋王).

IL RE DEGLI ALBERI

Un gruppo di studenti viene portato in campagna per collaborare al disboscamento delle montagne. Qui conoscono Il Grumo, un falegname burbero che vive nella campagna con la moglie e il figlio, che gli insegnerà a tagliare gli alberi.

Sulle montagne c’è un albero che tutti gli abitanti del villaggio credono infestato dagli spiriti e che quindi si rifiutano di tagliare. Li Li, uno degli studenti, ostinato a voler tagliare questo maestoso albero, che prende il nome di Re degli alberi, va contro le lamentele del Grumo e lo abbatte. Il Grumo, dopo questo fatto, si lascia morire davanti agli occhi della sua famiglia, che non sembra però triste ma preparata e rassegnata alla sua fine.

Dopo aver disboscato le montagne e dopo la morte del Grumo, gli uomini incendiano la zona per eliminare gli alberi rimasti. Ciò porta alla rinascita della natura sotto la cenere dei tronchi bruciati.

IL RE DEI BAMBINI

Il personaggio principale non sembra un uomo fuori dal comune, come i “re” delle altre storie. Egli, infatti, è un giovane istruito (con quattro anni di scuola media alle spalle), che dalla squadra di produzione nella quale lavorava viene mandato a insegnare in una scuola rurale.

“re dei bambini” è infatti un’espressione ironica utilizzata dai cinesi per indicare l’insegnante, che a causa della sua modestissima condizione sociale può considerarsi “re” solo in classe. E spesso neppure lì. Come di fatto succede al neoassunto il primo giorno di scuola.

Se si guarda più a fondo, anche questo giovane istruito, a suo modo, è eroe: egli decide infatti di abbandonare il tradizionale metodo di insegnamento prescritto dal manuale (unico in tutta la Cina) e di adottarne uno meno rigido e più pratico che si adatti alle esigenze concrete dei suoi alunni e non escluda il sorriso dall’attività didattica.

Durante questa esperienza come docente, tra gli alunni si distingue Wang Fu, uno studente modello disposto a ricopiare tutto il dizionario di lingua cinese.

Quando il governo invia un proprio delegato per informare protagonista del suo allontanamento dalla scuola e del suo reinserimento nella sua brigata in montagna, egli fa i bagagli e parte, decidendo, come suo ultimo gesto per i suoi studenti, di lasciare in regalo il dizionario che possiede a Wang Fu.

IL RE DEGLI SCACCHI

Il narratore, un bambino orfano, sul treno che prende per andare a lavorare in un’azienda agricola, conosce un ragazzo, anch’egli orfano, chiamato Wang YiSheng che, data la sua passione per gli scacchi, viene soprannominato Topo da scacchiera.

Durante questo viaggio in treno Wang Yisheng racconta la sua storia al narratore: il ragazzo ha fatto il giro del Paese in cerca di giocatori di scacchi più abili di lui. Tra questi ricorda un anziano che in seguito è diventato il suo maestro.

Il treno arriva a destinazione e le strade dei due ragazzi si dividono. Dopo alcune settimane i due si incontrano nel capoluogo  distrettuale dove è stato indetto un torneo di scacchi, a cui Wang, però, non può né vuole partecipare a causa della sua cattiva condotta. In realtà al Topo non interessano i premi ufficiali, egli preferisce sfidare, al termine delle gare, i vincitori del torneo e lo fa in una partita giocata in simultanea contro otto avversari.

Wang YiSheng pare imbattibile e così, uno dopo l'altro, sconfigge tutti i suoi avversari. Sfinito, il giovane è incoronato re degli scacchi.

COMMENTO

I tre racconti di Acheng descrivono gli anni tumultuosi che hanno seguito la Rivoluzione culturale in Cina, ne svelano le contraddizioni e permettono di rilevare le differenze tra una civiltà contadina e una in via di sviluppo industriale. Nella società maoista rappresentata dallo scrittore, lo Stato appare come una macchina che assottiglia le libertà dell’individuo e può in qualsiasi momento stritolarne la vita. Secondo lo scrittore il vero nutrimento dell’umanità sono la bellezza, il gioco, la libertà, l’amicizia e l’armonia con la natura.

Come detto dall’autore, questi racconti non sono stati scritti per essere pubblicati, ma per sfogare un’urgenza interiore.



Per oggi è tutto!

Ad un prossimo blog.


Alessia Crippa e Sara Lentini

 
 
 

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1 commento


donato.barletta
17 apr 2020

Grazie per la puntuale descrizione dei racconti che compongono la trilogia. Mi sembra molto intrigante il racconto “Il re degli scacchi”. Penso che leggerò presto il libro da voi consigliato.

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